lunedì 3 maggio 2010

Uè tagliàn!


"In fondo anche voi siete italiani" ha detto l'altro giorno Pippo Baudo a una cantante ticinese durante la puntata di Domenica In (ci tengo a precisare subito una cosa: l'ho guardata per lavoro, solo per lavoro). Certo, lei per pura cortesia gli ha risposto che è proprio così. Invece credete a me, non è vero niente. Se c'è una cosa che un ticinese sente sempre profondamente di non essere è un "tagliàn" (ci chiamano così. Anzi, in genere prima di quell'epiteto ci piazzano uno "uè", cosicché il dispregiativo completo è in effetti il seguente: "uè, tagliàn!"). Magari vi diranno che discendono dai vichinghi, oppure che hanno parenti in Francia, oppure faranno un passo indietro e vi ricorderanno che la Svizzera fa storia a sé, perché è neutrale. Ma mai (MAI!) ammetteranno la loro vicinanza al ceppo italico. Il che, in qualche caso, assume risvolti decisamente paradossali. Del tipo: andate in qualsiasi grottino e sul menu troverete di sicuro il risotto. Fin qui niente di strano... senonché, a ben indagare, scopri poi che il ticinese medio è profondamente convinto che il risotto (quello giallo, per intenderci) sia un piatto tipicamente rossoblù (sono i colori dello stemma del Cantone, credo). Capirete che, a parte causare una lieve sensazione di daltonìa dilagante, la cosa fa davvero un certo effetto. Perché di chiamare quel piatto con il suo nome "scientifico" - sillabiamo insieme, su: ri-sot-to-al-la-mi-la-ne-se - non se ne parla proprio. Altro esempio, visto che la stagione si avvicina: i mondiali di calcio. Niente suscita la competitività dei ticinesi più della maglia azzurra: si tifa sempre e comunque l'avversario.C'è Italia-Ghana? Allora forza Ghana! La cosa più incredibile, poi, è che è una rivalità per quel che ne so a senso unico (per dire, io per la piccola nazionale Svizzera avevo sempre un po' parteggiato). Ma tant'è, la realtà di confine è questa qui. E chissà se l'idea di Regio Insubrica prima o poi ci salverà...

ogni riferimento a persone o cose realmente accadute è da considerarsi puramente casuale

*la frenesia da mondiale ha avuto inizio già da qualche mese. Nell'immagine, un coniglietto di Pasqua indossa la divisa della Svizzera. Qualcuno dice che somigli più a uno scudo... non è che adesso diranno che anche lo scudo è roba confederata? (di questi tempi parrebbe strano...) va bè, comunque il coniglietto era buonissssssimo!

7 commenti:

  1. Oh, finalmente "tagliana" t'è capii perché non ti vogliamo bene!! ;-)

    Quando un italiano si sentirà un po' africano, o albanese o francese o... svizzero, allora noi ci sentiremo, forse, un po' italiani...

    P.S.: guarda che c'è un refuso dentro qui... me pare... l'italiana sei tu però... .

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  2. P.S.2: però qualcosa sul coniglio potevi dire...

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  3. ma tu l'hai letto prima o dopo l'aggiornamento di stamattina?

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  4. Ciao! Leggo sempre con piacere e divertimento il tuo blog, e spesso mi riconosco nella Svizzera che racconti. Anch'io sono stato (e forse sono ancora) uno di quei ticinesi che si crede tanto diverso solo per il fatto di essere nato nell'altro lato di un confine un po' assurdo.
    Da qualche anno studio a Pavia e vivo, in un certo senso, la situazione opposta alla tua... Ammetto di continuare a sentirmi forse un po' diverso dai "tagliàn", ma ti assicuro: ho iniziato a capire che in fondo "anche noi siamo italiani" e devo ammettere che certi nostri atteggiamenti sono davvero assurdi e a volte infastidiscono anche me...
    ...anche se, malgrado tutto, faccio ancora un po' fatica a tifare Italia ;)
    Un saluto, Francesco

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  5. Beh, e del "minestrone ticinese" non vogliamo parlarne?! :o)

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  6. viva i ticinesi! e la loro strana cucina.. (arriveranno altri post)

    per Fra: ma lo sai che è appena uscito un libro che si chiama proprio "Ticinesi all'università di pavia"?? :)

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  7. Sì, avevo sentito del libro! Anche se credo siamo molti meno oggi rispetto a qualche decennio fa... ;)

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